LAAV tv – Amare se stessi al di là della mente – 6° puntata

da | Lug 31, 2015 | Video LAAV | 0 commenti

Amare se stessi – Introduzione

Questa puntata è stata un viaggio profondo e riflessivo sull’amare se stessi, sull’importanza di riconoscere e accettare la propria autenticità e sulla necessità di abbracciare sia le parti positive che quelle più difficili della nostra esistenza.

Ho guidato i partecipanti a fare un lavoro di auto-scoperta e accettazione, utilizzando la metafora dello specchio per esplorare le proprie emozioni, la propria identità e connettersi con la propria essenza oltre le barriere della mente.

Ecco alcuni punti chiave e temi che sono emersi:

  1. Amore per se stessi: è fondamentale imparare ad amarsi e a riconoscere il proprio valore, affrontando le difficoltà e i punti dolenti che possono sorgere durante il processo.
  2. Riflessione e introspezione: l’invito a guardarsi allo specchio non è solo fisico, ma rappresenta anche un atto di introspezione, dove i partecipanti sono stati invitati a confrontarsi con le proprie paure, insicurezze e vulnerabilità.
  3. Energia e connessione: ho parlato di un flusso di energia che unisce le anime, incoraggiando i presenti a sentirsi collegati e a creare un campo energetico di amore e supporto reciproco.
  4. Accettazione delle esperienze passate: nella puntata ho invitato a riconoscere e accettare le proprie scelte passate come parte del cammino personale, incoraggiando il perdono verso se stessi e gli altri.
  5. Liberazione dalle resistenze: L’amore richiede di lasciar andare resistenze mentali e emotive, permettendo una maggiore apertura verso le esperienze di vita e le emozioni.
  6. Crescita personale e trasformazione: ho stimolato un percorso di crescita personale, guidando i presenti a liberarsi da identità limitanti e a riconnettersi con la propria vera essenza.
  7. Importanza della comunità: ho sottolineato l’importanza di condividere esperienze e di unirsi in un intento comune di amore e supporto, creando una rete di connessione tra le anime.
  8. Ritorno al Divino: ho fatto riferimenti alla connessione con il divino e alla riscoperta della propria maestria nel creare amore, pace e armonia.

Amarse se stessi: cosa significa

Come puoi immaginare possiamo avere anche delle grosse  difficoltà nel comprendere che cosa significhi veramente amarsi. Magari siamo più predisposti a pensare cosa significhi amare gli altri, abbiamo già un’idea di che cosa significhi amare le altre persone perché in un certo senso ognuno di noi ha un po’ un suo modo di vedere l’amore, soprattutto per quanto riguarda l’amore di coppia, l’amore per i figli, per le cose che ci interessano. Ma quando si tratta invece di amore per se stessi, lì si va a toccare a volte dei punti un po’ dolenti.

Non dispeare! Riporto per te qui il primo dei due esercizi per amare se stessi, che ho fatto fare nel corso della puntata. Il secondo potrai ascoltarlo dalla mia voce nel video se vorrai, essendo da fare ad occhi chiusi.

Esercizio per amare se stessi

Ora, prendi un bel respiro profondo. Porta proprio la tua attenzione sul fatto che possiamo sentirci come se potessimo davvero tenerci per mano.

Ti chiedo di fare questo. Ti invito a tenere le mani con i palmi sollevati e di immaginare proprio che le mie mani possano essere sulle tue e che ci possa essere come un cerchio con tante anime unite insieme in questo intento. Perché quello che conta è la nostra intenzione di comunicare al di là del tempo, al di là dello spazio, per trovare questo canale d’amore, questa connessione del cuore.

Quindi ti chiedo di immaginare che le mie mani siano sopra le tue e di incominciare a sentire questa energia come un flusso molto magnetico, molto caldo, che passa da me a te e che crea come un effetto onda. Quindi puoi proprio sentire che anche il tuo corpo si senta un pochino come cullato, come se tu ti possa lasciare un pochettino andare.

L’essere umano mette molte resistenze. Sono resistenze mentali e c’è bisogno di lasciare andare qualcosa per poter amare. Dobbiamo spogliarci di quello che con l’amore non ha niente a che fare: c’è l’attenzione vigile, il controllo, la paura, l’ansia, la difficoltà a immergersi nelle sensazioni. Quindi ti chiedo per favore di essere concentrato, assolutamente concentrato su questo, sulla posizione in cui sei e sul fatto che tu senta il passaggio dell’energia.

Immagina quindi che sulle tue mani si formino come due sfere, sono due sfere di luce che incominciano a pulsare. Non usare la mente, ma usa la percezione sottile del cuore. Queste sfere incominciano ad essere pulsanti e ruotano proprio come delle palline sulle tue mani che iniziano a muoversi come se fossero due pianeti. Permettiti di entrare nella sensazione e cerca di registrare quanto le senti, come le senti, la grandezza, l’intensità. Cerca semplicemente di osservare questo senza giudicarlo, semplicemente porta l’attenzione a questo. L’intento è realizzare proprio un campo di comunicazione che sia oltre la mente, oltre le parole, ma che sia invece un campo energetico di cuore.

Hai bisogno proprio di focalizzarti su queste tue mani. Ti chiedo di farlo, sentendo che puoi anche amplificare a questo punto l’intensità di questo movimento e sentire quindi che a un certo punto le tue mani possano addirittura riunirsi come se avessi le due sfere una da una parte e una dall’altra, potendole avvicinare. A un certo punto sentirai come un click, qualcosa che magneticamente le fa diventare una sola. E quindi a un certo punto avvicinandole sentirai il campo magnetico molto più intenso. Una forza di attrazione fa sì che le tue due sfere a un certo punto si uniscano e vorrei che le sentissi come fosse una sola.

A quel punto unisci le tue mani e rimani qualche istante, sentendo la vibrazione. Dovresti sentire proprio come se il tuo corpo premesse, come se ci fosse quasi un tremito. La liberazione deve essere registrata, devi sentirla. Se non riesci a farlo, però non ti preoccupare, abbiamo tempo per poter incrementare e intensificare questo campo energetico e le tue capacità di percepire. Le tue mani possono essere di nuovo rimesse dove vuoi. Puoi appoggiarle sulle cosce, puoi fare quello che desideri.

Ora ti dico che cosa è successo. In base a quello che hai sentito, ti sei permesso di sentire e di registrare nei vari passaggi, nelle varie fasi che ti ho descritto. Più hai sentito, più la tua capacità di percepire al di là della mente è alta; meno hai sentito e meno ti sei lasciato andare e più vuol dire che il tuo corpo mentale sta pilotando la vostra vita.

Come si fa ad amare se stessi

Quindi, ti rendi conto che per potersi amare ci si deve assolutamente riconoscere e per potersi riconoscere bisogna vedersi. E per vedersi bisogna percepirsi. Chiaramente bisogna sentirsi. Quindi tutto è collegato al sentire: quanto senti te stessa, quanto senti la vita. Meno ti senti, meno riesci a penetrare in questo campo del cuore, e più hai bisogno magari di interventi forti per poterti togliere da questo stato di annichilimento, dipendenza, paura, frustrazione o impotenza.

Quindi per poterti amare davvero di più è necessario che accetti di guardarti meglio nello specchio. Perché ci fa paura lo specchio? Perché lo specchio di Biancaneve, in fondo, è una storia ma dice molto. Questa Biancaneve che si guarda nello specchio, che in realtà è della regina Grimilde, che è una regina ma è anche una strega ed è la matrigna di Biancaneve. Ma visto da un punto di vista più esoterico si tratta della stessa persona. Ognuno di noi ha una parte che è la regina/strega e la parte della trasmutazione di Biancaneve.

Pertanto, mi piacerebbe che la tua favola potesse davvero concludersi con un bel finale e poterti specchiare in questo specchio come una magnifica principessa o come un magnifico prìncipe, dove vederti con la tua vera faccia, con la tua vera natura.

Ecco di cosa abbiamo paura: abbiamo paura di guardarci e di vedere queste parti di noi che non ci piacciono, che abbiamo contestato, che sentiamo non pulite, che non sentiamo in un buon stato e che sentiamo non perfette.

Quindi il fatto di guardarti nello specchio e di giudicarti tremendamente, ti porta chiaramente a preferire di artefare un poco la tua immagine, di camuffarti un poco attraverso questi espedienti a cui ricorri, ad esempio mettendo la testa sotto la sabbia, evitando di vedere certe cose, giudicando o condannandone altre.

Quando invece per poter essere davvero in amore occorre accettarti, accettare quindi tutto quello che tu possa aver fatto e tutto quello che gli altri ti hanno fatto. Perché una condizione essenziale per poterci amare è amare gli altri lo stesso modo. Gesù disse: “Ama il prossimo come te stesso”, non di più, non di meno, ma come te stesso.

Per amare gli altri bisogna prima amare se stessi

Ma se noi non siamo in grado di amarci come possiamo amare gli altri? Quindi vanno di pari passo le cose: amare una persona non significa dover subire quello che magari questa persona ci sta facendo vivere, e quindi non dobbiamo subire, perché noi ci siamo fatti vivere e passare addosso magari tante cose in questa vita, perché questa poi non è altro che la risultante di tutte le altre.

Ecco, quindi ti rendi conto che per poterti amare devi riconoscere che sei stata perfetta nelle tue scelte in tutto quello che hai fatto fino ad oggi. Però se oggi vediamo le cose in un altro modo sarebbe assurdo continuare a dire: “Va bene, ho fatto quella cosa fino a oggi. Oggi ho scoperto miracolosamente, all’improvviso, che forse non è la cosa migliore per me” però non penso che tu voglia portarla avanti e continuarla, avendo scoperto che non era migliore per te, giusto?

Ecco, le cose possono funzionare in questo modo: accettiamo quello che è stato perché non eravamo consapevoli prima. Adesso che lo stai diventando, cambia qualcosa. Cosa? Sicuramente il modo in cui hai visto la vita è esattamente la fotocopia di quello che hai creduto di poter fare, di saper fare e di volere fare.

Noi siamo praticamente come degli stampini di una matrice che ha impresso sulla tela questa immagine di noi stessi. Quindi nello specchio tu non fai altro che vedere questo: il tuo volto, il tuo corpo, le cose che stiamo vivendo sono questo. E’ certamente una grande responsabilità quella che abbiamo nel vivere ogni giorno una storia che possiamo cambiare, ma che non abbiamo ancora mai cambiato.

E tu mi puoi chiedere: “Ma perché non abbiamo cambiato queste cose?”. Non le abbiamo cambiate prima perché avevamo una paura profonda di guardarci allo specchio, perché eravamo terrorizzati di vedere la matrigna, la strega cattiva, la Grimilde che ci lanciava delle occhiate furibonde.

Ecco, il nemico lo abbiamo sempre visto come se fosse qualcosa di esterno, mentre il nemico è stato sempre dentro. Le nostre parti non risolte e non comprese sono diventate dei killer che poi hanno creato nella realtà, hanno manifestato determinate situazioni, eventi, anche persone che si sono presentate a noi e ci hanno anche fatto magari del male. Ma tutto parte da dentro.

Il mondo là fuori non è altro che una risultante. Tu mi potresti chiedere: “Ma è possibile che il pianeta vada così male?”. Sì, perché il pianeta è chiaramente la vita di questo pianeta e di tutti i suoi abitanti. Non è altro che la risultante di una coscienza collettiva di massa.

Capita quindi che quello che noi stiamo cercando di fare, che io sto tentando con tutto il mio cuore di fare, è di arrivare ad una massa critica. Una massa critica che permetta questo, quest’inversione. E come me ci sono altre persone certamente su questa terra che stanno facendo la stessa cosa. Lo stiamo facendo da più angolazioni, in più punti di questo pianeta, dove cerchiamo di far arrivare a tutti quanti un messaggio d’amore che porti le persone a riconoscere di potersi guardare in quel benedetto specchio senza avere più paura di se stesse.

Perché è difficile amare se stessi

Perché noi abbiamo paura di noi, abbiamo paura di quello che possiamo aver fatto e abbiamo rabbia magari nei nostri confronti, piuttosto che nei confronti delle altre persone.

Io queste cose le vedo anche in tante creature che stanno facendo un percorso spirituale e questo non vuol dire che non possiamo avere il momento no o il momento in cui magari prende un impeto dentro e siamo anche arrabbiati perché è normale. Io lo dico sempre: siamo umani.

L’emozione umana è una cosa che si scatena e passa. Non parlo proprio degli stati in cui ci si crogiola quasi nel dolore. Mi cercano spesso persone che continuano a entrare in risonanza con quel dolore, sposandolo. Sposare il dolore è una cosa che ho visto fare a un sacco di persone. Io per prima io l’ho fatto. Quindi faccio in fretta a vederlo negli altri. Sposarlo vuol dire farlo diventare quasi un’icona, una bandiera. Dire: “Io sto male e quindi se sto male dovete avere comprensione per me, dovete aiutarmi, dovete assistermi, dovete avere anche un po’ di pena per me”. Ma questo non è amore per se stessi.

È chiaro che la malattia chiede attenzione. Ma se noi siamo ancora in quella fase dove abbiamo bisogno di essere malati e di avere attenzione traendola in questo modo, significa che anche nello specchio continueremo a vedere un’immagine che non ci piace e che non vogliamo, e quindi ce la contestiamo, la boicottiamo nella nostra vita in qualunque modo.

Molte volte ci siamo identificati in un ruolo, in atteggiamenti, in idee, in credenze che abbiamo fatto diventare talmente cristallizzati da crederci, di essere quello, di crederci proprio, dire: “Sono questa”. E no! Possiamo essere davvero quello che noi scegliamo di essere, perché possiamo essere ogni cosa e quindi possiamo anche lasciare andare le vecchie identità, se queste ci hanno fatto male, soffrire, ci hanno limitato.

L’obiettivo per te è riprenderti la tua natura divina, la tua maestria di creare amore. Hai probabilmente creato sufficiente dolore in questa esistenza, ma puoi cambiare. Puoi veramente riprenderti la maestria del divino che è in grado di creare amorevolezza, rispetto, comprensione, verità, giustizia.

L’obiettivo che anime come la mia e come la tua si stanno dando è quello di riuscire a sentirsi più in profondità per viversi come amore in cammino, amore in azione.

Il corpo fisico ha una sua frequenza, il corpo mentale ne ha un’altra, l’anima un’altra ancora. Quindi nel momento in cui tu percepisci questa fusione, tu ti senti uno e riesci ad avere un’identità, nel senso che sei sempre tu, ma non hai i limiti del corpo, non hai le paure della parte emozionale e non hai i divieti, i vincoli della mente. Quindi lo stato di fusione è quello che ci riunisce al divino ed è quello che io mi sono prefissata di aiutare a raggiungere.

Questo è il mio obiettivo ed è il motivo per cui sto facendo questo e ci sto lavorando con davvero molto impegno e molta dedizione, perché secondo me soltanto quando le persone riescono a sentirsi così dentro possono cambiare qualcosa nelle loro vite e chiaramente in quelle delle persone che le sono accanto.

Tu sei Luce e non permettere a nient’altro di offuscarti, di toglierti la tua divinità, il potere che tu hai, perché questo è veramente molto importante: ritrovarti nella tua vera natura, in quello che tu sei, non in quello che hai creduto di essere o che gli altri ti hanno detto che tu eri. Questo è fondamentale.

Amare se stessi allo specchio

Nello specchio che hai a casa tua, guardati, e mentre ti guardi cerca di attraversare l’immagine che vedi, quindi usa una vista un po’ più periferica e cerca di entrare, di andare oltre, di vedere oltre e di abbracciare quello che tu sei davanti a questo specchio, per andare in quello che tu sei oltre la tua fisicità. Capito? Fai questo esercizio per almeno una settimana.

L’amore entra quando noi lo permettiamo, ma quando lo permettiamo scioglie veramente le corazze, i nodi, tutto quello che noi ci siamo messi addosso perché abbiamo creduto di non meritare l’amore, di non essere capaci di fare qualcosa o di raggiungere un certo risultato.

Essere lance, riconoscersi come amore, amore che si manifesta, amore che crea, amore che cammina. E questo non vuol dire essere perfetti, perché l’ho già detto. Togliti dalla testa il fatto che bisogna essere perfetti e che tu debba illuminarti oggi stesso. Non sono un essere che sta asceso in qualche parte dell’Himalaya, sono una persona come te e proprio per questo posso arrivarti, perché tu mi vedi uguale a te, non ci sono distanze. Non sono un essere che sta da un’altra parte. Io sono come te e quindi quello che io sto facendo lo puoi fare anche tu. Questo è quello che dà la forza all’azione di poter essere universale, può essere per tutti, non soltanto per pochi adepti. Perché non è quello che è l’amore, è di tutti ed è così semplice, così trasparente, così pulito, così, tra virgolette, facile, perché è naturale.

Per quanto mi rigurda, ho scelto di vivere un altro tipo di vita e tutti coloro che vorranno unirsi a me in questa visione che non è soltanto… non deve essere la vita perfetta, quella del mulino bianco, perché so benissimo che non è questo. Le difficoltà ci sono, i passi possono essere anche difficili certe volte, la scalata non è così una passeggiata. Alcune volte però so qual è il motivo che mi anima e che ci anima: il fatto di aver messo l‘amore al primo posto, di crederci che esiste.

Quindi questo è ciò che mi ha resa forte, che mi ha permesso di vincere tanti problemi, di superare tante cose nella mia vita difficili e so che potrà aiutare altre persone che, come me, vogliono farcela con molta semplicità, senza andarsi a ficcare in qualche cosa strana, in una religione piuttosto che in un movimento. Qui c’è la libertà di dire: “Io sono questo e basta”.

Un gesto d’amore per te

Siamo luce e possiamo soltanto amare questa parte umana, fragile e bisognosa, ma la nostra luce così magnifica, così straordinaria è in grado di farlo. È in grado di amare questa piccola parte umana. Siamo belli così come siamo, siamo meravigliosi così come se fossimo, in fondo, figli di noi stessi. Quindi questa sera quando andrai a dormire, fatti prima una carezza e sentiti davvero come genitore di te stessa, padre e madre di te stessa, di questo essere umano che è stato messo al mondo e che ha bisogno soltanto di essere tanto, tanto amato.

Ultimo aggiornamento: 19/01/2025

Gabriella LAAV Tuninetti

Fondatrice di SentieroLAAV.it, ricercatrice spirituale, scrittrice, chiarudiente e terapeuta delle memorie dell’anima.
Ha ideato il metodo LAAV® per aiutare a ritrovare se stessi e la propria Anima.
Si occupa di Lettura dell’Anima, guarigioni nei Registri Akashici, meditazione guidata e percorsi interiori; conduce sessioni individuali, seminari esperienziali e conferenze per diffondere LAAV® e i messaggi di Amore delle sue Guide.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Share This