LA LIBERTA' E' IL SENSO DEL NOSTRO VIAGGIO TERRENO?

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Cara Anima sul Sentiero, oggi voglio porti questa domanda: LA LIBERTA' E' IL SENSO DEL NOSTRO VIAGGIO TERRENO? Tu cosa ne pensi, come ti senti dentro, libero? Cos'è per te la libertà? E' una conquista acquisita una volta che rimane per sempre, oppurre occorre vigilare per non ritornare schiavi del sistema? 

Stamattina mi sono posta queste domande e così adesso le rivolgo anche a te perchè tu ci possa meditare su...

Per farlo ti lascio una anteprima, la trascrizione dell'intervista fattami anni fa dal blog inglese FreeSpirit, il tema era per l'appunto "La libertà".

Forse l'avrai già vista altre volte ma la condivido nuovamente, qui sotto puoi trovare per la prima volta anche la trascrizione.

Mi sono permessa solo di apportare piccole correzioni per rendere il tutto più idoneo ad una versione scritta, perchè si sa che il parlato possa essere articolato in modi differenti. 

Da Villa Caruso a Firenze ecco l'intervista:

Marzia Risaliti:  Come si fa ad ottenere la libertà, che non è soltanto perché uno vive in un paese libero ma è quella interiore. Giusto?"

Gabriella Tuninetti: " La libertà si ottiene attraverso un processo che per me è stato lungo e sofferto. Ho impiegato molti anni a capire che ero in una prigione e non mi rendevo nemmeno conto di esserci. Quindi per tantissimo tempo mi sono rifugiata in prigioni di dolore, di sottomissione, e tutto questo l'ho vissuto sulla mia pelle con delle malattie, perché la malattia è stata in un certo caso proprio un paravento per me per non vedere le mie paure.

E tutto questo poi si è protratto per moltissimi anni attraendo altre situazioni dolorose, legate a situazioni familiari molto particolari, molto difficili. E questo mi ha praticamente quasi fatta sentire incapace, inutile, senza più speranze anche in un rapporto di coppia che sentivo non mi dava quell'amore che cercavo, però le mie paure di uscire fuori appunto da questa prigione, mi hanno tenuta legata per tanto tempo in un mondo che io sentivo non mi dava Gioia.

Invece mi dava dolore ed era una prigione, però era una cosa che non riuscivo nemmeno a consapevolizzare tanta era la paura, e non riuscivo neanche a vedere che era una prigione. La libertà quindi è stata questo processo di riconoscimento innanzitutto di essere meritevole di qualcosa in più, e ho proprio cominciato a vedere che erano prigioni strette.


C'erano certi giorni in cui mi dicevo “io non so come fare ad arrivare al domani, a vedere un futuro diverso!” Ecco, la mia paura più grande era il futuro, io non riuscivo più a vederlo il mio futuro perché ero lì, ero bloccata nelle mie mille paure. E come ti dicevo prima non riuscivo nemmeno a vedere la prigione perché ero talmente spaventata che mi bastava sopravvivere! Ad un certo punto però ho cominciato a dare retta a questi pensieri, e all'inizio pensavo fossero solo pensieri che mi dicevano "io meritavo di più, che potevo ottenere di più"!


Quando ho iniziato a dare ascolto a queste sensazioni ho cominciato a capire che potevo davvero aiutarmi a progettare un mondo diverso,e  ho cominciato a fare quello che facevo da bambina: "a sognare le cose". Quindi sognavo di vivere in una casa con una persona che mi amasse, che mi dicesse delle cose belle, e ho cominciato a sognare a occhi aperti che questo accadeva proprio a me, e mi consolava questo mondo che era un mondo immaginario, il mondo che però quando ero bambina la famiglia, gli insegnanti dicevano “Ma sei in un mondo che non è reale!”.

Io mi ci sono di nuovo rituffata in quel mondo e ho detto però che questa volta il mondo, che da bambina era solo un sogno, volevo che diventasse realtà. Ci ho creduto, ci ho creduto tanto e ho sentito che dentro di me scoppiava qualcosa, ma non era più un qualcosa che mi implodeva dentro, che mi creava quindi un'energia di malattia, ho visto invece che i miei pensieri, i miei desideri diventavano realtà fuori, nel mondo.

Allora ho compreso questa grande verità: quando noi soffochiamo le nostre energie vitali e ci adattiamo a fare qualcosa che non è in linea con la nostra anima noi "implodiamo" e quindi creiamo proprio delle situazioni, degli eventi che poi sono contro di noi.
Invece quando noi riusciamo a mantenere questa energia ad un livello di consapevolezza diverso accade altro, e quello che io ho iniziato a fare per me stessa ho scoperto che lo riesco a fare vivere anche agli altri. Questo ho capito che era il mio sogno da sempre: poter trasmettere alle persone queste cose che non sono parole, ma sono veramente uno stato interiore.

Quando tu entri in questo stato interiore ti rendi conto che la libertà è una cosa che non ti lascerà più, perché se tu sei libera dentro nessuno ti può più incatenare, perché la libertà è davvero parte di te: Tu sei fatta di libertà e la libertà quindi ti risponde!"


Marzia Risaliti: “Io devo dire che ho fatto le tue sessioni, quindi in prima persona posso dire che funzionano, nel senso sono funzionate per me, perché tu nemmeno conoscendomi mi hai detto, semplicemente perché tu sei master Reiki, master Karuna, quindi chiaramente con un certo tipo di trattamento però sei andata molto più al di là di quello che vuol dire il Reiki e tante altre cose, perché hai detto delle cose di me che non sapeva nessuno, e sei andata molto più in profondità. Quando tu hai detto che puoi aiutare le persone, tu hai un modo di guarire e di indurre l'individuo a capire i propri blocchi e anche di indurlo a capire quali sono comunque le porte da spingere per uscire fuori da questi blocchi. Com'è la tua guarigione? Che cos'è la guarigione?" 


Gabriella Tuninetti: "Io ho cominciato proprio affidandomi a questa strada di energie, e come hai detto tu a Reiki, che è stata la strada che mi ha permesso di guarire alcune cose dentro di me che non andavano bene, dato che tutto questo dolore certamente nasceva da parti profonde del mio essere, e il corpo semplicemente non ha fatto altro che rispecchiarmele.

Io ho iniziato una strada di auto guarigione proprio prendendomi cura di me e l'ho fatto con queste tecniche. Però poi ho scoperto che le tecniche in quanto tali mi impedivano ancora di spaziare, un po' come dire che il mio spirito, la mia anima aveva delle esigenze, delle necessità di espandersi al di là di quelli che erano ancora dei confini.

Ed è lì che è nata questa porta che finalmente ho visto c'era, (è il discorso che ti facevo prima delle prigioni), sì qui c'era una porta, un grande porta che mi separava da me stessa, e quando l'ho vista ho capito che dovevo veramente entrare e andare dall'altra parte, e dall'altra parte c'è una guarigione che è diversa da quella che pensiamo noi.

Noi siamo abituati a vedere la guarigione come qualcosa di esterno che arriva e ti mette a posto. Ad esempio se ho un dolore alla spalla vado dal fisioterapista e mi sistema, ma dal mio punto di vista la guarigione è qualcosa di molto più complesso ed è personale. Nel senso che io quando faccio i trattamenti non faccio altro che entrare nel campo della persona, ed è un campo dove non ci sono separazioni quando tu ci entri con amore.

A me piace pensare questo: che il dono che ho ricevuto proprio nel momento in cui ho attraversato quella porta, (e che erano proprio le mie paure che mi impedivano di vedere), ecco questo dono è quello che mi permette di entrare in un "campo d'amore" e nel campo dell'amore la guarigione è sempre possibile.

Quello che io faccio non è altro che vedere le parti che non sono in amore nelle persone, quindi quando io ho fatto questo trattamento a te, come a tutte le persone che tratto, che vedo, è vedere i blocchi che questi punti, o anche "grumi di non Amore" hanno creato, quindi la guarigione non è altro che portare questo Amore. 

Per portare Amore bisogna uscire fuori dalla paura, questo è  un processo che avviene sempre quando una persona ad esempio è stata malata e a un certo punto riconosce che la malattia è stata un modo per farsi coccolare, per farsi considerare di più.

Per me è stato così, le mie malattie sono nate nel momento in cui da ragazzina ho capito che  ammalandomi potevo ottenere delle coccole in più, delle attenzioni in più, che erano proprio quelle che volevo. Questo accade a tantissime persone, infatti quando si dice che una persona si prende cura di un malato vuol dire che dà insieme alle medicine anche qualcosa in più, solo che questo può diventare un problema, perché se una persona non capisce che c'è un'altra strada continuerà a essere sempre malata, malata perché bisognosa in fondo di amore.


Io lo sento come se fosse veramente un'onda d'amore, ed è con amore che guardo le persone e le loro paure. E’ un po' come se vedendo i blocchi, anche psicologici, vedessi le cause che li hanno creati, e con questa energia che si può soltanto sentire, (è difficile dire che cos'è un energia); io l'ho chiamata con un nome perché dovevo darle un modo per identificarla e l'ho chiamata LAAV che ha questo significato: Luce, Amore, Armonia Vibrazionale perché per me è essenziale lavorare con questi elementi:

 
- la Luce che mi permette di vedere in profondità nel buio delle paure delle persone;
- l'Amore perché l'Amore è l'ingrediente alchemico che trasforma;
- l'Armonia perché noi siamo sempre alla ricerca di un equilibrio e la malattia è un tentativo di portare l'essere ad "essere in equilibrio" come qualunque malessere che può essere anche della psiche, della mente; 
- Vibrazionale perché tutto è vibrazione. Noi vibriamo e quando c'è un malessere quella parte del corpo o delle parti sottili non vibra più. È come se si fosse fermato un moto di vita, quando una persona viene e io la sento stanca, ma non stanca perché può non aver riposato bene, ma ha una stanchezza di vita. Ecco, quando sento che le persone sono stanche di vivere è perché devono rimettere in movimento queste energie!

Intervista FreeSpirit

 

 

 

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