Ego e Sofferenza - Risultati da #4

Ego e Sofferenza

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Uscita StartUP1

 

Il dolore ti sta fermando?

Ricordi quante volte hai sofferto nella vita?

Per motivi differenti forse hai dovuto fare i conti con la sofferenza, ma ricorda che il dolore arriva sempre e solo per trasformare le energie stagnanti in nuove espressioni di vita.

Quando siamo imbrigliati in vissuti inadatti alla nostra anima, sopraggiunge sempre qualcosa per liberarci.

Può sembrare assurdo, ma il dolore e quindi anche le malattie, arrivano per toglierci da situazioni che sentiamo ingabbianti, e da cui non sappiamo come uscirne.

Tuttavia non sempre la liberazione avviene in modo indolore, arriva invece con un movimento interiore che si oppone al blocco che ci impedisce di essere felici.

Il dolore quindi è solo un’energia che si contrappone in modo più o meno intenso ad un processo di evoluzione e trasformazione.

Quando siamo immersi nel dolore dovremmo ricordare queste parole: “Cosa stiamo evitando di vivere? Cosa stiamo impedendo che fluisca in noi? Cosa ci sta fermando?”

Se sapremo accogliere le risposte allora troveremo l’origine del dolore, ossia del conflitto che l’ha generato e potremo così apportare nuove soluzioni per rendere le nostre vite più gioiose ed appagate.

Quindi, visto che tutto è energia, solo accettando il significato nascosto del dolore potremo operare le giuste trasformazioni per trasmutare le energie buie e stagnanti della sofferenza in nuove energie di Luce e Amore.

Opporsi alla vita, al suo scorrere, al suo flusso inarrestabile, causa blocchi e quindi dolore.

Occorre entrare nell’onda vitale, accettare e utilizzare un nuovo modo di interpretare la realtà.

Ricorda! Opposizione significa scontro quindi blocco e dolore; resa consapevole significa liberazione quindi vita e gioia.

Il vuoto non esiste, nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma!

Perciò il lavoro interiore consiste nel comprendere le leggi dell’universo e rivalutare il senso del dolore: non averne quindi più paura, ma comprendere il suo messaggio di aiuto.

Dopo averlo capito tutto sarà più semplice e la sofferenza non avrà più ragione di esistere, so che quando si sta soffrendo diventa difficile accettare certe spiegazioni, tuttavia ti invito a riflettere su ciò che hai letto e scoprire cosa si nasconde dietro al tuo dolore e al suo messaggio.

Quando lo avrai fatto abbraccia la tua ferita, fallo con amore, guardati con compassione, tenerezza e rispetto, prendi un respiro e soffia LAAV

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Lattaccamento è sofferenza

 

Perchè esiste la sofferenza? Cosa vuole indicarci?

Che ripetiamo sempre gli stessi processi in quanto siamo più attaccati al "corpo di dolore" che a quello di Luce,  più ci stacchiamo dalle parti in ombra e maggiormente risuoniamo con la nostra vera natura che è Amore infinito... Morire a noi stessi significa questo: staccarci dalle false identità, dai ruoli e dai protagonismi, ma anche dal vittimismo e dal senso di sacrificio. Ognuno ha le sue maschere che deve riconoscere e far cadere... dopo, la vita è molto più semplice, perchè si è liberi dal bisogno di dimostrare e di apparire. Ognuno cerca solo se stesso, e in questo processo che tutto si compie!

E' facile scoprire le maschere, quando soffri è perchè ne hai trovata una, ringraziala di essersi fatta vedere, perdonala per ciò che ti ha fatto patire, benedicila per ciò che ha fatto per te e lasciala andare. Questo è libertà ♥

Siamo così abituati a soffrire che senza dolore ci sentiamo nudi... Tutto quello che arriva nella vita è solo una prova per verificare se e quanto siamo pronti a lasciare andare la presa del dolore, della rabbia e della paura, paradossalmente le emozioni più forti, quelle che siamo abituati a giuidicare e censurare, sono quelle che ci possono aiutare ad attraversare i nostri stessi limiti autoimposti.

Alle persone che si stanno avvicinando al LAAV come sentiero di vita dico che si può vivere senza dolore, non si muore senza :-) anzi si sta sempre meglio, e ci si abitua, magari si avverte all'inizio un pò di smarrimento, ma dopo ci si ritrova liberi di esplorare la vita, ci si lascia andare al "sentire": e questo è Amore.

Ogni volta che si trova una traccia di dolore si interviene con Luce Amore ed Armonia ( LAAV) e tutto ritorna ad essere pace ♥

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Sensi di colpa No grazie
 
 

Chi tra voi convive con dei sensi di colpa? Sono molte le persone che si portano appresso questi scomodi compagni di viaggio. Tutto è energia nell'universo, compresi i nostri pensieri ed emozioni. Lo è quindi anche il terribile senso di colpa che “attanaglia le viscere” ed impedisce di vivere nel libero flusso delle vita.

Convivere con il senso di colpa fa parte del nostro patrimonio giudeo-cristiano; già appena nati lo ereditiamo ed iniziamo a respirare nella sua morsa fino a quando non comprendiamo come stanno davvero le cose. L’uomo può imparare solo dalle sue esperienze, sbagliando si impara!

Fa parte del nostro modus operandi correggere il tiro dopo un errore, il paradigma è il seguente:

“OSSERVIAMO - AGIAMO - VERIFICHIAMO - CORREGGIAMO” in caso di errore.

Tutto quello che abbiamo appreso finora ha sempre seguito questa modalità, da piccoli ad esempio tutti abbiamo sbagliato a pronunciare le prime parole, o a camminare, ma abbiamo continuato stoicamente. Abbiamo tentato, provandoci innumerevoli volte finché non abbiamo ottenuto il risultato desiderato.

Questo è il solo modo per imparare! Avviene in ogni campo, altrimenti perché si andrebbe a scuola?

Per imparare. Nella mia esperienza come insegnante ho potuto verificare come sia fondamentale l’atteggiamento dell’adulto di fronte ad un errore. Se il bambino è incoraggiato, sostenuto, sollevato dalla paura di fallire, arriverà facilmente e naturalmente ad acquisire nuovi apprendimenti. Il bambino rassicurato e sostenuto sarà l’adulto che non avrà problemi ad ammettere di aver sbagliato; coronerà con successo i propri obiettivi perché continuerà a provarci, e a riprovarci.

Quante volte invece i bambini di ieri e di oggi sono bloccati dal desiderio di “provarci ancora” perché hanno paura di fallire? Uno sbaglio viene letto come una mancanza di valore personale, ci si sente immeritevoli e sbagliati.

Abbiamo tutti bisogno di gratificazioni e apprezzamenti, e così preferiamo giustificare i nostri errori coprendoli sotto uno strato di sabbia. Per paura di valere di meno facciamo finta di non vederli, o meglio continuiamo a riviverli in modo distorto, non a fuoco. Perché se gli errori sono presenti in noi e non correttamente metabolizzati, verranno sempre alla luce. Li rivedremo proprio attraverso i sensi di colpa, che fanno nascere in noi una energia terribile: il RIMORSO. Questa parola è significativa, significa “continuare a mordersi dentro”. Può essere letale!

Guarire dal rimorso e dai sensi di colpa è possibile, la dimostrazione viene dal fatto che altri ci sono riusciti. Ciò che un altro essere umano ha già raggiunto è la prova tangibile che la cosa è possibile e può essere ripetuta da chiunque: il modello di uno può andare bene anche per altri.

Esistono due paroline magiche per ottenere l’affrancamento dai sensi di colpa: la prima è accettazione, la seconda è perdono. E da qui partiamo per il percorso nel PERDONO ASSOLUTO che inizia oggi sulla LAAV Boat!

P.s: Il percorso "LAAV Boat" dedicato al perdono è concluso ma puoi seguirlo qui su SentieroLAAV, cominciando dal primo giorno:

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senso di indegnità 2
 
Il senso di indegnità è uno squalo feroce che naviga nelle acque più scure della nostra coscienza e che ci impedisce di essere veramente noi stessi.. l'indegnità si accoppia con il senso di colpa.. ci sentiamo colpevoli di avere trasgredito alle regole di qualcuno o a qualcosa, siamo stati educati e cresciuti credendo che un errore commesso fosse un peccato, una colpa che merita di essere punita, e ogni trasgressione un reato meritevole di giudizio.
Il giudizio poi è stato sempre associato come a qualcosa di assoluto, definitivo e inderogabile.
Ma se provassimo a pensare agli errori, che inevitabilmente abbiamo commesso nel nostro cammino, come a tentativi fondamentali per scoprire quali strade erano per noi le più sicure, agevoli, felici per distinguerle da quelle impervie, dolorose e accidentate?
Se davvero ogni errore fosse stato già "pagato" nel momento in cui si è sofferto nello sperimentarlo la prima volta? Come quando si mette accidentalmente la mano sul fuoco, il prezzo lo paghiamo nell'istante in cui ci siamo scottati e non avrebbe senso pensare di continuare ad auto punirci bruciandoci ogni volta la mano, così noi qui in questa dimensione continuiamo invece ad auto flagellarci, continuando a ripetere senza fine la sequenza errore - giudizio - colpa - punizione - espiazione - senso di indegnità, fallimento che fa nuovamente cadere nell'errore per mancanza di valore! E il ciclo continua all'impazzata fino a quando non comprendiamo la realtà dei fatti e poniamo fine a questa faida interiore.

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