NOI ITALIANI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

italiani-coronavirus-italiaIn questi giorni, come altri osservatori della situazione, mi sto guardando intorno e mi pongo parecchie domande: come sono gli italiani al tempo del Coronavirus?

Sembrerebbe non sappiano che fare, non essendo abituati a stare soli con se stessi non sanno apprezzare questa opportunità, e allora cosa fanno?

Anche virtualmente continuano a comportarsi come sempre, esattamente con gli stessi atteggiamenti che avrebbero ad esempio per la strada o al bar.

Riempiono i social inviando inviti a condividere “catene” senza senso, oppure creano gruppi per ingannare il tempo, dove ci sono persone che chiedono cosa si mangia a pranzo e tutti descrivono i loro pasti; fino ad arrivare a chi scrive “voi come ammazzate il tempo? E sotto si leggono una sfilza di suggerimenti per aiutare il povero annoiato che non sa come riempire le 24 ore della sua giornata.

E’ proprio vero, in molti non hanno ancora imparato a gestire il loro tempo e nemmeno la propria vita.

Prima si lamentavano di correre troppo, di non avere tempo per fare ciò che volevano; adesso invece, come bambini nei giorni di pioggia, si annoiano e riempiono viralmente il web di contenuti vuoti che fanno rimbalzare il Pulcinella della superficialità dal nord al sud.

Io mi chiedo se si stia capendo realmente quello che sta accadendo su questo pianeta, ma soprattutto se si sta comprendendo che può diventare molto difficile fronteggiare questa emergenza senza attuare un vero cambiamento interiore.

Si è fatta l’Italia ma gli italiani ci sono? E come sono? Quanto restano attuali le perplessità di Massimo D’Azeglio!

Siamo ancora un popolo infante, capace di urlare e sbraitare ai semafori, lanciare insulti e fare gestacci. Indisciplinati non rispettiamo le regole e, smemorati dimentichiamo il  benessere conquistato con sforzi, fatica… e magari con il sangue di altri. Curiamo con attenzione il nostro orticello gettando le erbacce nel giardino del vicino lamentandoci poi del suo disordine.

Così quando le cose vanno male, ci avventiamo sul primo che ci capita a tiro. Col malcapitato di turno ci sentiamo i padroni del mondo, oppure ci atteggiamo a povere vittime incomprese, giriamo la frittata e con furore lanciamo addosso al prossimo vicino o lontano oltre il metro, le nostre scomode emozioni.

Ma per fortuna gli italiani non sono solo così…

Ci sono coloro che stanno tenendo su con le unghie e con i denti il tessuto strutturale e la salute di questo paese. Coloro che vanno in trincea e sul fronte, ieri hanno lottato e oggi stanno combattendo una battaglia nell’invisibile, dove a non vedersi non è solo il virus ma tanto altro.

Ci sono coloro che non possono neppure tirarsi su le maniche perché rischierebbero troppo e seppur con il sudore che gronda dalla fronte, devono resistere fino alla fine del turno.

Ieri ad esempio ho letto su Facebook un post in cui ho visto l’immagine di una giovane infermiera, ricordo solo che si chiamava Martina. Era bellissima nel suo essere stravolta dopo 8 ore di mascherina, occhiali e imbragatura che al confronto quella degli astronauti era una soffice trama di seta… nel suo post lei raccontava della sua giornata, del suo lavoro. Trapelavano sì le sue paure ma anche tutto il suo coraggio.

Questi sono i veri eroi: chi sta lavorando per le strade e nei negozi di fronte al pubblico… chi le serrande le ha abbassate ma ha continuato a mantenere alzate quelle del cuore e sta proseguendo come può a fare la sua parte.

Loro sono coloro che potranno dire di averlo davvero vinto il Coronavirus, e non gli annoiati che sul balcone battono sulle pentole credendosi i salvatori della patria. Non bastano frasi fatte e luoghi comuni per sconfiggere questo buio collettivo, qui occorrono azioni concrete e coerenti. Occorre mettere da parte il menefreghismo e il qualunquismo per indossare una nuova divisa e sventolare la nostra bandiera nel cuore dove il tricolore sia simbolo di libertà, crescita e benessere per tutti.

Questa nostra Italia, madre di navigatori, poeti, santi ed eroi rappresenta così bene la dualità, ne è uno splendido specchio. Il nostro paese ci fa vedere forze opposte e contrarie: saggezza e ignoranza, consapevolezza e qualunquismo, buon senso e irresponsabilità, eroismo e viltà, generosità ed egoismo.

Ecco, penso che se fossimo più consapevoli di ciò che significa vivere in modo civile e responsabile, se fossimo più profondi e concreti, potremmo affrontare meglio questa crisi che comunque sia, di certo passerà. Ma come? Questa è la domanda che tutti dovremmo porci.

Ammiro profondamente chi non sta affrontando la realtà a “tarallucci e vino” ma sta facendo il possibile per far sì che il nostro paese esca dalla scuola dell’infanzia e maturi, cresca salendo di consapevolezza.

Amo l’Italia e sento profondamente lo Spirito che si respira e ci dona… so quanto gli italiani possano dare e fare.  Fratelli questo è il nostro momento: è arrivato il giorno per far rifiorire il nostro paese ai nostri occhi e a quelli del mondo.

Siamo già stati etichettati come mafiosi e ora come infetti e indesiderati, ma noi siamo altro e questa forza della vita che abbiamo dentro ci arricchisca tutti per farci diventare fieri di noi stessi e delle nostre radici italiane. Siamo il cuore di questo pianeta, abbiamo creatività e ingegno…mettiamoli in campo entrambi per farli diventare UNO.

Per finire voglio esternare la mia piena gratitudine a chi in questo momento di qualunque nazione sia, sta impegnandosi seriamente e con tutto se stesso per il bene comune. Siamo cellule di un solo stato: quello umano!

Come e cosa lascerà nelle nostre vite questo Coronavirus quando, come tutti i suoi predecessori, avrà compiuto la sua missione e sarà scomparso? Adesso è ancora presto per dirlo.
 
Ma se il compito del Coronavirus è quello di farci crescere, diventare tutti più maturi, più saggi e pienamente umani e consapevoli, ahimè la vedo proprio dura… per lui. Perché noi uomini siano di dura cervice.
 
Ma intanto, mentre lo viviamo questo tempo, ognuno può fare la sua parte dando il meglio di se stesso. Ciascuno si adoperi come può e come sa per far rinascere e risplendere una nuova primavera: quella dell’Anima.
 
E così, quando tutto sarà finito, il tempo del Coronavirus sarà ricordato come il momento in cui il tricolore è ritornato a risplendere e a rappresentare, nei suoi colori, le tre virtù che lo contraddistinguono.
 
Verde la speranza
 
Bianco la fede
 
Rosso la carità
 
Sì perché in noi italiani c’è tutto questo: Evviva l’Italia!

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